RegCoffee: cos’è, come funziona e perché cambia la termoregolazione degli impianti complessi

Chi gestisce impianti di riscaldamento e raffrescamento in edifici complessi conosce bene il problema: un certo punto, il sistema di controllo diventa il vero collo di bottiglia. Impianti a 4 tubi, gestione dell’aria con UTA, integrazione con fotovoltaico e sistemi a batteria — situazioni che richiedono soluzioni da costruttori come Siemens, Honeywell o Johnson Controls, con tutto ciò che ne consegue in termini di costo e complessità. 

RegCoffee è la risposta di WiPlant a questo mercato: un sistema di termoregolazione e telecontrollo di nuova generazione, progettato per rendere gestibili gli impianti più complessi senza rinunciare alla semplicità operativa che ha reso il sistema REG un riferimento del settore.

Cos’è RegCoffee

RegCoffee è il nuovo sistema di termoregolazione e telecontrollo sviluppato da WiPlant. Non è un aggiornamento del sistema REG: è una piattaforma completamente nuova, costruita su un’architettura hardware e software di tipo industriale (processore ARM Cortex A7, sistema operativo Linux Embedded personalizzato, 512 MB di RAM e 512 MB di memoria Flash) che porta nel controllo degli impianti HVAC le stesse tecnologie di comunicazione usate dai servizi internet moderni.

Il sistema è composto da un Master senza I/O — connesso alla rete LAN dell’edificio — che coordina tutte le periferiche tramite bus RS485 optoisolati. Gli ingressi e le uscite fisiche (relè, sonde, sensori) sono forniti attraverso i dispositivi del sistema REG già in commercio: espansioni EXP, IOA/B/C, sensori REG-TH, THL, VOC, OTG e altri. Questo significa che chi ha già installato periferiche REG può integrarle direttamente in un impianto Coffee.

Il problema che Coffee risolve

Il sistema REG è affidabile, consolidato e adeguato per la grande maggioranza degli impianti. Ma esistono situazioni in cui la sua architettura, sviluppata a partire dal 2012 su microcontrollore a 8 bit , mostra i propri limiti strutturali: 

  • impianti molto grandi
  • configurazioni con doppio comando per zona (radiante + fancoil, radiante + aria)
  • gestione di unità trattamento aria complesse
  • integrazione con dispositivi ModBUS
  • o necessità di telecontrollo in tempo reale

In questi casi, il mercato offriva finora due alternative: aumentare il numero di master REG per distribuire la complessità (con tutti i problemi di sincronizzazione e gestione che ne derivano), oppure affidarsi a sistemi di fascia alta di grandi produttori internazionali — con costi e vincoli di personalizzazione molto diversi da quelli a cui i tecnici WiPlant sono abituati.

Coffee nasce esattamente per colmare questo spazio. L’obiettivo dichiarato è portare nel mercato degli impianti complessi la stessa flessibilità e il know-how che WiPlant ha sviluppato in 14 anni di sistema REG.

Come funziona: architettura e comunicazione

La differenza più profonda tra Coffee e i sistemi precedenti non è nel numero di zone gestibili o nella quantità di I/O,  è nel modo in cui il sistema comunica.

Coffee è progettato come un sistema Internet-of-Things nativo: la connessione TCP/IP è la base fondativa dell’intera architettura, non un’aggiunta. L’interfaccia LAN può essere usata contemporaneamente per connettersi al software di configurazione CoffeeGrinder, al portale cloud CoffeeCloud, per comunicare con dispositivi ModBUS over TCP/IP (sia come Master che come Slave) e per estendere la copertura dei bus sfruttando il cablaggio di rete già presente nell’edificio.

La comunicazione avviene tramite protocolli basati su eventi e tecnologie push — più simili a quelli usati dai servizi di streaming che ai protocolli seriali tradizionali. Il principio è semplice: se non succede nulla, non si trasmette nulla; se succede qualcosa, viene trasmesso immediatamente. Il risultato è un telecontrollo che opera in tempo reale, con tempi di risposta tra la variazione in campo e la visualizzazione sul cloud nell’ordine dei millisecondi.

Impianti complessi, resi più semplici

Coffee può gestire fino a 128 zone, 32 collettori, 16 sorgenti per collettore, 512 output e oltre 1.000 ingressi. Ma i numeri da soli non raccontano la novità più importante: ogni zona, collettore e sorgente fa intrinsecamente molto di più delle corrispondenti entità nel sistema REG.

> Le zone supportano nativamente il doppio comando — radiante + fancoil, radiante + aria, impianti a 4 tubi — con un controllo PID indipendente per ciascuna zona. Supportano anche logiche avanzate come il controllo dell’umidità assoluta e della temperatura percepita (Heat Index).

> I Dispositivi Trattamento Aria (DTA) sostituiscono il vecchio concetto di “deumidificatore” del REG con un’entità molto più ricca: dalla VMC semplice fino alla UTA completa con due ventilatori, batteria pre e post, serrande di ricircolo. Ciascun DTA dispone di fino a 4 PID per gestire le logiche più articolate.

> I collettori possono gestire liste di sorgenti indipendenti per estate e per inverno, con priorità separate e fino a 8 collettori padre o interbloccati per ciascun collettore.

> L’Intercon Fabric permette di usare qualsiasi segnale, setpoint o sensore acquisito o calcolato dal sistema come input per un altro elemento — un meccanismo paragonabile ai “VDout” del REG, ma enormemente più potente e flessibile.

Un esempio concreto: lo showroom demo WiPlant, con impianto a 4 tubi, gestione VMC+deumidifica+integrazione e radiante elettrico, richiedeva 3 master REG per un totale di circa 50 zone. La stessa configurazione con Coffee utilizza 6 zone.

Barista: l’agente AI integrato

Una delle novità più significative di Coffee è l’integrazione di un agente AI direttamente nel sistema. Si chiama Barista ed è basato su Claude di Anthropic.

Barista non è un chatbot generico: conosce le logiche interne, i parametri, le periferiche e i dispositivi del sistema Coffee. Può operare direttamente sulla configurazione dell’impianto, sia in locale che da remoto, assistendo il tecnico durante la programmazione — specialmente utile considerando che Coffee, pur condividendo la filosofia REG, richiede una configurazione ex-novo. Il servizio Barista è a pagamento e richiede connessione a internet.

Gli strumenti di gestione

  • CoffeeGrinder è il software di configurazione di Coffee — completamente riscritto rispetto ai tool REG per sfruttare la reattività dei protocolli adottati dal sistema. È disponibile per Windows e verranno rilasciate versioni per Mac e Linux. Tra le funzionalità in sviluppo: la generazione automatica degli schemi elettrici e la mappatura diretta dei registri ModBUS dall’interfaccia di programmazione.
  • Il portale web CoffeeCloud (coffee.s5a.eu) è l’interfaccia centrale per il monitoraggio e la gestione remota degli impianti. È completamente riscritto per sfruttare l’architettura event-based di Coffee, di cui è parte integrante.
  • DOT4COFFEE è la versione del display touch da installazione pensata per Coffee — analoga al DOT4REG per il sistema REG. È utilizzabile anche come sensore ambiente temperatura + umidità relativa e non ha interfaccia WiFi. È possibile installare più unità nello stesso impianto.

A chi si rivolge Coffee

Coffee è uno strumento per professionisti che gestiscono impianti di media e alta complessità. I destinatari principali sono:

  • installatori e manutentori che si trovano a gestire edifici con impianti che superano le capacità del sistema REG: strutture alberghiere e ospedaliere, impianti ad aria centralizzati, sistemi con UTA complesse;
  • progettisti di impianti che devono integrare fonti energetiche multiple — fotovoltaico, inverter, sistemi a batteria — in un’unica logica di controllo;
  • tecnici che lavorano con dispositivi ModBUS, per i quali Coffee offre integrazione nativa senza necessità di sviluppi ad hoc.

Il sistema REG rimane la scelta preferita per la grande maggioranza degli impianti, dove è affidabile, consolidato e più che adeguato. Coffee non lo sostituisce: affianca.

Domande frequenti

Coffee sostituisce il sistema REG?

No. Per la maggioranza degli impianti, REG rimane la scelta preferita — è affidabile, consolidato e più che adeguato. Coffee è pensato per impianti che richiedono capacità superiori: maggiore complessità, più zone, integrazione ModBUS, telecontrollo in tempo reale

È possibile convertire un impianto REG esistente in Coffee? 

Sì. È sufficiente sostituire il master esistente con un master Coffee. Quasi tutte le espansioni REG non devono essere modificate e sono compatibili. La programmazione di Coffee deve essere eseguita ex-novo, ma è possibile utilizzare l’agente AI Barista come supporto durante la configurazione.

Coffee è compatibile con i sistemi BMS BACNet? 

Al momento no, ma l’integrazione con BACNet è già in pipeline di sviluppo.

L’agente AI Barista funziona in locale? 

No, Barista richiede connessione a internet ed è un servizio a pagamento.

Esiste una funzione di “undo” per le operazioni eseguite dall’AI? 

Al momento no, ma è una funzionalità su cui il team di sviluppo sta lavorando.

È prevista la connessione WiFi? 

Al momento Coffee prevede solo la connessione via LAN. WiPlant sta valutando soluzioni specifiche per il commissioning, la fase in cui la connessione wireless potrebbe risultare utile (ad esempio tramite hotspot).

È disponibile una app mobile? 

Lo sviluppo attuale è concentrato su una web-app responsive. Un’applicazione dedicata è prevista per il futuro.

 

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